Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore Via Matteotti, 85 Castel San Pietro Terme Sorta su un'antica chiesa del 1200, è stata ricomposta e rialzata a metà del '700. All'interno ci sono diversi quadri di artisti bolognesi (Gandolfi, Cavedoni) e tante altre caratteristiche tipiche delle chiese del 1700. Lateralmente, la chiesa contiene una cappella dedicata alla Madonna del Rosario, con Immagine della Madonna circondata da 14 tavolette dipinte dei misteri del rosario. Chiesa dell'Annunziata Via Mazzini, Castel San Pietro Terme Antica chiesetta situata sulla via Emilia di un tempo ormai remoto. Si dice fu costruita anche per gli studenti universitari che, in due diversi periodi della storia, furono trasferiti da Bologna a Castel San Pietro. Dedicata all'Annunciazione della Madonna (o alla Madonna Annunziata). Ospita momenti di pietà popolare, come la preghiera del Rosario e, nel periodo di Natale, anche un Presepe che fa parte della "strada dei presepi", immaginaria via che si snoda per le vie del centro storico castellano, sino ad arrivare in alcune frazioni. Chiesa di Santa Clelia Via Scania, 871 Castel San Pietro Terme La chiesa è abbastanza recente, risale infatti agli anni '90 (architetto Petrolini). Dedicata a Santa Clelia Barbieri, la chiesa ospita locali per attività pastorali e ricreative. Di linea decisamente moderna, nel suo interno si possono trovare vetrate colorate di pregio. A fianco della chiesa si può vedere un bel campanile con concerto di 6 campane, suonabili a mano ma anche tramite congegno elettronico. Chiesa dei Frati Cappuccini Via Viara, 10 Castel San Pietro Terme Si tratta di una chiesa francescana del 1600 che ospita all'interno alcune opere ed immagini religiose di artisti emiliani. Da visitare, nel periodo di Natale, il curato Presepe meccanico, opera di un pio volontario castellano. Chiesa di Frassineto Via Viara, 8400 Castel San Pietro Terme Chiesa ricostruita nel 1923 in sostituzione della chiesa di Montecerere. Posta a diversi chilometri dal centro di Castel San Pietro Terme, spicca su di un piccolo promontorio, da dove domina la vallata del torrente Sillaro. Chiesa di San Biagio di Poggio Via Stradelli Guelfi, Poggio Non si hanno tante notizie di questa chiesa, che comunque risale al 1800. All'interno ci sono opere di artisti bolognesi ed immagini religiose. Nella canonica della chiesa, c'è l'oratorio, dove alcuni gruppi di ragazzi fanno attività ricreative (in particolare alla domenica). Chiesa della famiglia Legnani della Gaiana Via Bastiana, 5600 Gaiana E' una chiesa del 1850, ma soprattutto si tratta dell'ex oratorio privato della famiglia Legnani. Per diversi anni ed ancora oggi viene chiamata la chiesa "della signora della Gaiana". Chiesa di San Lorenzo di Gallo Bolognese Via Stradelli Guelfi, 3801 Poggio Nella campagna castellana, a poche centinaia di metri dal moderno centro Ippocampus di allenamento per cavalli da corsa, è situata questa chiesa, che risale al 1600 e fa parte della tenuta Bacci-Ruffo. Chiesa di San Michele Arcangelo Via Malvezza, 3431 Gallo Risale alla fine del '700 la chiesa di San Michele, nel cui interno si può ammirare un dipinto del Guardassoni (pittore bolognese del 1800) ed una statua di San Michele Arcangelo, opera del Piò (scultore bolognese). Nella canonica della parrocchia di Casalecchio dei Conti c'è una Comunità per l'accoglienza degli extracomunitari. Chiesa dei Re Magi di Gallo Bolognese Via Emilia Ponente, 3400 Gallo La chiesa risale all'inizio del 1900 ed è intestata ai Santi Re Magi. All'interno si può vedere, tra le altre opere, un quadro del Passatempi (proprio sull'altare maggiore), pittore di Castel San Pietro. Chiesa di San Mamante di Liano Via Liano, 4332 Castel San Pietro Terme La chiesa di San Mamante risale al 1778. Parrocchia efficiente anche in tempo di guerra, sino al bombardamento che la distrusse nel secondo conflitto mondiale. Fu ricostruita alla fine degli anni '50 e all'interno, proprio sull'altare maggiore, si può ancora ammirare il quadro dedicato a San Mamante, opera che risale al 1671. Nei giorni festivi all'interno della parrocchia di Liano si svolge attività prettamente religiosa. Chiesa di Vedriano Via Tanari, 9850 Castel San Pietro Terme La storia racconta che la chiesa di Vedriano prima fosse situata su un colle, poi, dopo la fine della seconda guerra mondiale, fu spostata e ricostruita più a ridosso di via Tanari, negli anni '50. All'interno ci sono alcune statue ed immagini di artisti bolognesi. La chiesa è sempre chiusa ed è visitabile soltanto previo contatto telefonico con la parrocchia di Liano (don Nicola). Chiesa di San Lorenzo di Varignana Piazza San Lorenzo, 2 Varignana - Palesio La chiesa risale all'ottavo secolo. Sorta in stile pre-romanico, subì vari rifacimenti durante i secoli, sino allo stile barocco. Attualmente è stata ripristinata il stile romanico, per cancellare i pesanti segni della seconda guerra mondiale. Da vedere assolutamente la cripta di Varignana, posta al di sotto della chiesa e risalente sempre all'ottavo secolo. Anch'essa costruita in stile pre-romanico, a tre navate. All'interno è conservato un affresco risalente al XV secolo. La cripta è stata interamente restaurata nel 1999. Chiesa di San Giorgio di Varignana Via Emilia Ponente, 6479 Osteria Grande I lavori iniziarono nel 1898, ma la chiesa, in stile neo-romanico e neo-gotico (architetto Gulli), fu inaugurata il 18 ottobre 1903. All'interno, oltre ad opere e immagini devozionali, di pregio è il pavimento, in stile "veneziano". Il 31 maggio 1999 il cardinale Giacomo Biffi ha consacrato il nuovo altare ed inaugurato sia il citato pavimento, sia il presbiterio. Ex Chiesa di San Francesco Via Palestro, Castel San Pietro Terme La Chiesa di San Francesco sorgeva un tempo tra via Palestro e viale Carducci, a ridosso di piazza Acquaderni e a pochi passi dalla piazza XX Settembre. Fu distrutta dalle truppe tedesche nel 1944 e non fu più ricostruita. Le notizie che sono state raccolte su questa chiesa sono state pubblicate nel corso di una mostra realizzata nel 1985 a seguito degli scavi archeologici eseguiti in occasione della costruzione, su questa area, di un edificio privato. Scopo delle mostra e della relativa pubblicazione era di offrire un contributo alle conoscenze del patrimonio storico-archeologico del territorio castellano. La realizzazione è stata resa possibile anche grazie all'aiuto di privati cittadini che hanno contribuito in diverse maniere alle operazioni di scavo, nonché alla sensibilità e alla fattiva collaborazione dimostrata dalla ditta costruttrice.. Il complesso architettonico della ex chiesa risaliva alla prima metà del 1600 e sorgeva, sembra, sui resti di una cappella dedicata ai P.P.M.M. Osservanti, edificata nel 1521. A partire dal 1810, anno di chiusura della chiesa, il fabbricato passò ad uso civile, con la realizzazione di una serie di alloggi, fino al 1944, quando venne minato e fatto saltare dalle truppe tedesche. Negli ultimi decenni, fino al settembre 1985, l'area divenne un piazzale adibito al parcheggio di autoveicoli, delimitato ad est dal viale Carducci, a nord dall'edificio delle suore e a sud dal palazzo Malvasia. Nel 1985 iniziarono i lavori per una nuova edificazione ad uso residenziale sull'area e pertanto la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna, in collaborazione con il Gruppo per la Valorizzazione della Valle del Sillaro, si rese disponibile ad effettuare un controllo preventivo sugli scavi operati dalla ditta costruttrice, in quanto si riteneva potessero emergere alcuni elementi interessanti della chiesa. Poco dopo l'inizio dei lavori, affiorarono alcuni elementi della struttura della chiesa, e in particolare le fondamenta della parte meridionale dell'abside, alcuni frammenti di intonaco, un piede di una statua raffigurante probabilmente un bambino, la base di una colonnetta.: Discreto è stato il numero dei pezzi di materiale ceramico coevo all'insediamento religioso. Gli scavi hanno portato anche alla luce le antiche mura di cinta di Castello, costruite nel 1199, nonché una parte di camminamento a ciottoli e mattoni, sormontato da una volta. Grazie all'interessamento della Soprintendenza ai Monumenti, parte delle mura sono state conservate visibili al pubblico. Il 5 novembre 1985 la ditta costruttrice praticò una trincea, in prossimità dell'edificio delle Suore Visitandine, della lunghezza di una ventina di metri, larga 2 metri e profonda 3. I lavori sezionarono tre grossi doli e scoprirono due tronconi di muro formati da mattoni sesquipedali. Erano materiali romani! I primi scoperti nel centro storico di Castel San Pietro Terme. Da qui iniziò un'indagine sistematica per riportare alla luce tutti i resti di tale periodo, diretta dalla Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna ed effettuata dei membri del "Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali della valle del Sillaro". Dopo la pausa invernale, la ditta costruttrice riprese i lavori di sbancamento di tutta l'area. All'inizio della primavera 1986 venne recuperato il dolio "C" scoperto nella parte sud della trincea, poi seguì la scoperta e il recupero del dolio "D" che risultava per buona parte tagliato da un muro della Chiesa. Venne così alla luce un deposito di grandi frammenti di doli, un cumulo di terreno e mattoni fortemente arrossati dal fuoco che fecero pensare all'esistenza di una fornace o di un grosso focolare. Infatti, poco distante, si scoprì una banchina di forma semicircolare formata da frammenti di laterizi e di vasellame. Sul limite ovest un focolare costituito con sesquipedali (mattoni) e da un mattone semicircolare da colonna. Fu inoltre portato alla luce un muro di delimitazione e terrazzamento con contrafforti dell'area lavorativa costruiti da sesquipedali anche manubriati e enbrici piatti (tegole). In un'ulteriore zona emerse un'area a forma semicircolare costituita da laterizi e ciottoli. A est una probabile base di pilastro costruito con sesquipedali ed embrici piatti. Un'altra importante scoperta riguardò una probabile discarica con notevole quantità di rifiuti, fra cui frammenti di vasellame di uso domestico, di varie dimensioni, resti di pasto, laterizi, mattonelle esagonali e rettangolari. Superando un complesso di cantine di un edificio moderno, si arrivò ad una doppia struttura muraria costituita da sesquipedali ed embrici piatti. Si giunse infine al ritrovamento di una serie di sesquipedali posti al disotto delle mura di cinta ed a una serie di embrici piatti posti al disotto delle mura di cinta. Ex Chiesa di San Martino di Montecalderaro Via Tanari, 13300 Castel San Pietro Terme La chiesa di San Martino di Montecalderaro è stata distrutta durante l'ultima guerra mondiale dai bombardaemnti delle truppe tedesche, che cercavano di contrastare l'avanzata delle truppe alleate. Il luogo ove sorgono i ruderi dell'ex chiesa di S. Martino, pur nell'attuale stato di abbandono, è certamente un'emergenza paesaggistica ed ambientale. Il rilievo sovrasta in modo netto le valli del Sillaro e della Quaderna e lo sguardo può spaziare su tutta la pianura e, nelle giornate limpide, fino al mare, quindi si tratta di una emergenza anche dal punto di vista panoramico. L'importanza non si limita solo a questo aspetto morfologico. Tutta la zona che attualmente gravita attorno a Montecalderaro ha avuto in passato notevole importanza dal punto di vista insediativo, religioso, politico e militare, avendo come centro la Pieve di Monte Cerere. Di un Celeris Pagus si ha notizia nel 749, occupato con Budrio e Medicina dal re longobardo Astolfo. Attorno all'anno 1000 il Pago Celere è citato in diversi contratti di compravendita e in documenti dell'Abbazia di Nonantola, in cui si nota la sua giurisdizione che arrivava fino alla via Emilia e all'Idice e in pianura fino a Castenaso. La zona era munita di castelli, la documentazione scritta è del 1176 per quello di Frassineto, del 1223 per Vedriano, del 1282 per Montecalderaro, anche Varignana è citato come castrum della Pieve di Santa Maria in Pago Celeris in documenti del 973. Si può ragionevolmente considerare che la zona fosse un importante insediamento già dall'ottavo secolo. La prima notizia documentale della chiesa di S. Martino compare in un elenco del 1315, ma certamente, vista l'importanza della zona, preesisteva da molto tempo, anche se mancano documenti scritti. Successivamente fu varie volte riparata e ristrutturata. L'edificio che è esistito fino alla distruzione bellica era quello risultante dalla riedificazione e ampliamento del 1699. Si può, a ragione, ritenere che il sito sia stato utilizzato come sede di struttura religiosa dall'ottavo o nono secolo alla data della distruzione. Si ha notizia di ritrovamento anche di materiale romano, che, senza ipotizzare un tale arretramento temporale, indicherebbe comunque un riuso, tipico dell'alto medioevo. Da tutto ciò deriva l'importanza da un punto di vista archeologico del sito, l'alta probabilità che esistano tracce di questa lunga storia e la possibilità di ricavare informazioni che potrebbero integrare le grosse lacune della documentazione scritta che riguarda in generale il territorio castellano. Infine la storia recente: la zona è stata sede di diversi episodi bellici, di distruzioni, di perdite umane, tutto ciò è ancora vivo nella memoria dei residenti. I ruderi della chiesa non sono solo testimonianze archeologiche, ma testimonianza di una memoria da mantenere viva. Gli abitanti di Montecalderaro sono molto sensibili a questa esigenza. L'iniziativa presa in occasione del 50° anniversario della fine della guerra con la croce montata sull'altare distrutto simboleggia il loro desiderio che non si dimentichi. Le rovine stesse rappresentano un monumento, un monito contro la guerra, i ruderi ancora integri andrebbero forse consolidati, non solo per recuperare aspetti e decorazioni ancora pregevoli di una costruzione dell'inizio del 700, ma anche per ciò che rappresentano come testimonianza. Cripta romana sottostante la chiesa di S. Maria e San Lorenzo di Varignana Piazza San Lorenzo, 2 Varignana-Palesio La millenaria Cripta si trova nella Chiesa di S.Maria e S.Lorenzo di Varignana Antiche sono le origini della Chiesa e della Cripta di S.Maria e S.Lorenzo di Varignana, come dimostrano le citazioni presenti nel testo del Calindri del 1783 che attribuisce il complesso al IX e X secolo eretto su un precedente luogo di culto ". Le prime testimonianze risalenti al 1300 indicano la chiesa come luogo di culto del pievato di Monte Cerere. Nel 1376 in seguito a modifiche apportate dal governo bolognese, venne istituito il vicariato di Varignana, probabilmente per la sua posizione geografica avanzata sul confine tra l'area bolognese e romagnola. In tale occasione furono sottoposte alla propria giurisdizione Montearmato, Casola Canina, Pizzocalvo, Montecalderaro, Stifonte, Rocca Malapasqua, Zena e Ozzano. Come dimostra una incisione del 1578, la chiesa sorgeva vicino alla torre che un tempo dava accesso al borgo di Varignana sul lato di levante, come dimostrano oggi le rovine dell'antico cassero e i macigni di selenite posti all'esterno lungo l'abside della chiesa, corrispondenti alle vecchie mura. La struttura rimasta inalterata nel tempo, appartenente all'esperienza architettonica protoromantica, evidenzia chiaramente lo schema planimetrico di tipo "oratorio", che si diffonde nell'ambito europeo nel IX e X secolo, con testimonianze più vicine rappresentate dalle chiese di S.Francesco a Ravenna e l'Abbazia di S.Naborre e S.Felice a Bologna. La cripta è stata soggetta a precedenti restauri; nel 1924 la Regia Soprintendenza dell'Arte medioevale diede inizio a una serie di interventi che furono interrotti dagli eventi bellici. I lavori furono ripresi nel 1946 con diverse metodologie, e completati nel 1958, durante la ricostruzione della chiesa danneggiata, definendo con questo ultimo intervento lo stato attuale. Nel 1999 è stato portato a termine un ulteriore intervento di sistemazione e restauro che hanno ancor più valorizzato le caratteristiche di questo pregevole monumento, forse il più antico del territorio. |