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Pubblicata il 13 febbraio 2017 | Sicurezza

Presentazione Comunita' Si-cura

I risultati dello studio di comunità sulla sicurezza
L'Amministrazione Comunale di Castel San Pietro Terme ha presentato in anteprima alla stampa lo studio “Comunità sicura”, realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, un profilo di comunità con attenzione alla percezione del disagio riguardo ai giovani e alla sicurezza urbana a cura di Rossella Selmini, ricercatrice dell'Università del Minnesota e presidente della Società europea di criminologia.

Oltre alla ricercatrice, sono intervenuti: Fausto Tinti, Sindaco di Castel San Pietro Terme, Francesca Marchetti, Consigliere Regione Emilia-Romagna, Gianguido Nobili, Responsabile Area Sicurezza Urbana e Legalità del Gabinetto del Presidente della Giunta Regione Emilia-Romagna, l'assessore alle Politiche giovanili Fabrizio Dondi.

Gli stessi relatori che hanno partecipato alla conferenza stampa presenteranno lo studio alla cittadinanza in due serate mercoledì 22 al Cassero Teatro comunale in via Matteotti e giovedì 23 al Centro Civico di Osteria Grande in viale Broccoli, entrambe al via alle ore 20,30. Sono invitati in particolare i rappresentanti delle associazioni locali che hanno collaborato alla ricerca e le consulte di Osteria Grande e Castel San Pietro Terme. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

«La sicurezza è una tematica fondamentale per tenere unità una comunità – ha esordito il sindaco Fausto Tinti -. Abbiamo scelto un approccio scientifico, ma questo è solo l'inizio di un percorso di azioni a lungo termine che devono ricadere sulla comunità nei prossimi vent'anni. Abbiamo condiviso questo percorso anche con l'opposizione con molta trasparenza, chiarezza e libertà. Continueremo a lavorare con la Regione sui risultati di questo studio per consentire alla nostra comunità di conoscersi e di rimodellarsi».

«L'Emilia-Romagna si colloca fra le Regioni che da sempre hanno cercato di affrontare il tema della sicurezza da un punto di vista integrato, in sinergia con le istituzioni locali – ha sottolineato la consigliera regionale Francesca Marchetti -. Nel progettare interventi nell'ambito della repressione, del controllo, della riqualificazione urbana, è importante tenere conto della percezione dei cittadini e cogliere l'opportunità di sviluppare competenze e buone pratiche. Il sostegno economico a questo studio è un inizio».

«La Regione chiede alle Amministrazioni locali di fare una diagnosi della situazione dei territori e poi di proporre soluzioni, ma di solito si seguono ricette preconfezionate, che seguono le mode, a volte poco adeguate e controproducenti – ha affermato Gianguido Nobili -. Fra gli accordi di programma finanziati nel 2016, il caso di Castel San Pietro Terme va controcorrente partendo proprio dalla diagnosi locale e dalla prevenzione».

L'assessore Dondi ha focalizzato l'attenzione sul tema dei giovani «che sono i futuri amministratori di questa città e che stiamo cercando di responsabilizzare sulla gestione dei loro tempi e spazi. Fra le principali iniziative ricordiamo: la Commissione Giovani, un organismo propositivo, numeroso come il Consiglio Comunale, il CCR, l'Aula Studio, il sostegno alla progettualità per le fasce d'età fra gli 11 e i 18 anni, lo Spazio giovani al Centro sociale Bertella, frequentato da una 40ina di adolescenti».


Conoscere per intervenire. Uno studio di comunità sui problemi della sicurezza a Castel San Pietro

Rossella Selmini, Università del Minnesota, Presidente Società europea di criminologia

Il progetto

Il progetto è frutto di  un accordo di programma con la Regione Emilia-Romagna nell'ambito della legge 24/2003 sulle politiche di sicurezza, legge che sostiene e promuove le iniziative degli enti locali del territorio regionale in materia di sicurezza urbana e polizia locale. 

Facendo seguito a questo accordo, l'amministrazione comunale ha ritenuto utile svolgere un'attività di ricognizione delle problematiche che caratterizzano il territorio, con particolare attenzione alla percezione di insicurezza  e ai fenomeni di disagio e/o di devianza giovanile. L'analisi ha riguardato tutto il territorio comunale e in particolare Castello capoluogo e Osteria Grande.

Gli obiettivi

Il progetto ha l'obiettivo principale di “fotografare” la realtà del territorio per quanto riguarda le principali preoccupazioni dei cittadini in relazione alla percezione di sicurezza e al senso di comunità, e di cogliere segnali rispetto a fenomeni di trasgressione, o di disagio più generale, in modo da predisporre nel futuro adeguate misure di prevenzione che siano coerenti con le caratteristiche e la natura dei problemi riscontrati, anche al fine di indirizzare eventuali risorse future nella direzione corretta.

 
La metodologia
 
Si è privilegiata un'analisi qualitativa, svolta da una esperta di programmi di sicurezza e di prevenzione, in stretto raccordo con l'amministrazione comunale e con gli esponenti più attivi della comunità locale (associazioni, parrocchie, gruppi di cittadini e di giovani  particolarmente presenti nella realtà locale). Lo studio ha coinvolto circa 25 gruppi presenti sul territorio e all'incirca 50 persone, di varie generazioni, e impegnate in diversi ambiti della vita comunitaria, sia italiane che straniere residenti nel territorio. Sono state condotte interviste strutturate e conversazioni informali, colloqui di gruppo focalizzati, insieme ad analisi della documentazione e all'osservazione del territorio.

Fenomeni indagati: 1) la percezione soggettiva e la criminalità oggettiva; 2) il disordine urbano; 3) devianza e disagio giovanile; 4) coesione sociale e legami comunitari; 5) tolleranza e integrazione
 

Risultati principali

Nonostante Castel S. Pietro non sia stato indenne dal cambiamento sociale che ha attraversato le nostre città, anche di piccole dimensioni, si segnala una evidente capacità di resistenza complessiva del tessuto sociale. La percezione di sicurezza e la sensazione di vivere in un territorio sicuro è elevata, se pure con la consapevolezza che il territorio non è indenne da forme di criminalità. Se queste fossero tuttavia particolarmente diffuse ed intense, la comunità si esprimerebbe in merito in modo diverso.

Emergono alcuni importanti fattori protettivi (la densità del tessuto sociale, la qualità e quantità della vita associativa, l'elevato standard di qualità della vita, lo sviluppo urbanistico armonioso, un diffuso controllo sociale informale, in particolare a Castello capoluogo) che hanno creato condizioni culturali particolarmente idonee ad evitare il diffondersi di preoccupazioni e allarmi, di forme di intolleranza e di conflittualità intensa.

Si tratta quindi di rinforzare ed intensificare questi fattori protettivi.

Per quanto riguarda invece i fattori di rischio, anche se non si segnalano situazioni patologiche, va prestata attenzione al rischio del diradarsi del volontariato, alla presenza di alcuni gruppi giovanili per i quali la mancanza del senso delle regole e della convivenza è più accentuata, o di forme di disagio più invisibile (chiusura, isolamento, incostante frequenza scolastica, ecc.). Forme di devianza giovanile più serie e radicate sono molto circoscritte sia in termini numerici che in problematicità, ma richiedono un'attenzione costante con le forme della prevenzione secondaria e terziaria.

A Osteria Grande, dove sono presenti alcuni  gruppi ristretti con problematiche sociali di un certo rilievo e dove il senso di appartenenza al territorio è minore e la percezione di anonimato e di isolamento maggiore, il problema è amplificato da un contesto ambientale meno protettivo di quello presente nel capoluogo.

Alcune aree del territorio presentano fenomeni di degrado, anche se assai contenuto, che emerge soprattutto per la consolidata abitudine ad un elevatissimo standard di qualità della vita cittadina. Alcune preoccupazioni, anche se non seguite da comportamenti di aperta intolleranza, emergono in relazione ad alcune sporadiche presenze,  non riconducibili alle comunità straniere conosciute e sostanzialmente integrate.

Il controllo sociale informale è diffuso e, diversamente da altre realtà, a Castel S. Pietro non ci si volta dall'altra parte quando succede qualcosa. Alcune preoccupazioni emergono per il timore che il controllo formale possa ridursi a causa dei tagli di bilancio (presenza dei carabinieri e della polizia municipale).

Si tratta di un quadro complessivamente positivo, con alcuni elementi che richiedono un lavoro sui fattori protettivi e sulla prevenzione, ed una attenzione particolare orientata al futuro, per consentire al territorio di mantenere i livelli di qualità della vita a cui è abituato. Sarà questo il successivo impegno dell'amministrazione comunale, che si dedicherà alla preparazione di un piano di interventi correttivi e di rinforzo dei fattori di protezione, che saranno discussi con la comunità e concordati con la Regione Emilia-Romagna per passare dalla fase conoscitiva a quella dell'intervento.

 

Allegati alla pagina
volantino incontri pubblici prog.sicurezza.pdf
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ComunitaSicura-Sintesi
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  • Conferenza Stampa Comunità Sicura 13feb2017
Anagrafica dell'Ente
Comune di Castel San Pietro Terme
Piazza XX Settembre 3
40024 Castel San Pietro Terme (BO)
Tel. 051.69.54.111 - Fax 051.69.54.141
email (PEC): comune.castelsanpietro@cert.provincia.bo.it
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Pubblicato nell'aprile del 2015
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