Castel San Pietro Terme ha aderito all'Associazione delle Città dell'Olio

Pubblicata il 14 novembre 2020 | Agricoltura

Forse non tutti sanno che Castel San Pietro Terme è tradizionalmente terra di oliveti e che, negli ultimi anni, complice anche l'aumento delle temperature, sta diventando sempre più vasta l'estensione dei terreni agricoli castellani destinati alla coltivazione degli ulivi, con tanti olivicoltori grandi e piccoli che producono anche oli di pregio. Ecco perché, su proposta della Giunta, il Consiglio Comunale ha scelto di aderire all'Associazione Città dell'Olio.

«L'olivo è una coltivazione di pregio, l'olivicoltura e la produzione di olio sono un sistema economico che non solo porta ricchezza dal punto di vista economico, ma hanno un grande valore culturale, turistico e paesaggistico – sottolinea il sindaco Fausto Tinti -. Nel nostro territorio ci sono aziende agricole con un'imponente produzione olearia che ha ricevuto anche importanti premi e riconoscimenti e con un potenziale che si svilupperà nei prossimi anni, e anche molti altri agricoltori di diverse dimensioni che hanno scelto l'olivicoltura e producono olio di ottima qualità per la vendita o per consumo proprio. L'adesione a questa associazione è uno degli strumenti che abbiamo scelto per realizzare uno degli obiettivi del programma di mandato di questa Amministrazione, che prevede proprio di individuare azioni utili alla valorizzazione economica del territorio agricolo, anche sotto il profilo turistico, ambientale, culturale ed enogastronomico. Inoltre è una scelta coerente con la nostra identità di Città Slow, che promuove la valorizzazione del territorio, dei suoi prodotti ed eccellenze e di uno stile di vita basato sul benessere e la sostenibilità».

L'Associazione Nazionale Città dell'Olio, nata nel 1994, ha sede in Monteriggioni (Si). Possono aderirvi Comuni ed enti pubblici, anche in forma societaria, nonché gruppi di azione locale ai sensi della normativa europea, siti in territori nei quali si producono oli che documentino adeguata tradizione olivicola. Attualmente i soci sono 327 e per l'Emilia Romagna, oltre a Castel San Pietro Terme, è presente solo il comune di Brisighella (Ra), che è anche Città Slow come Castel San Pietro Terme, e la Camera di Commercio di Parma. Info: www.cittadellolio.it.

Gli obiettivi dell'associazione riportati nello Statuto sono: operare per la maggior tutela e conoscenza della qualità dell'olio extra vergine di oliva italiano con particolare riferimento alla DOP (denominazione di origine protetta) ed alla IGP (indicazione geografica protetta), e delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche e storiche dei territori a particolare vocazione olivicola; creare le condizioni per l'esposizione permanente degli oli di pregio;  coordinare e/o organizzare manifestazioni promozionali, tecnico e culturali sugli oli, realizzare opere divulgative, carte turistiche ed ogni altro sussidio didattico volto alla conoscenza dei territori olivicoli italiani;  stimolare la diffusione della civiltà dell'olio, anche attraverso raccolte museografiche e mostre permanenti della storia dell'olio; promuovere la cultura della Dieta Mediterranea, patrimonio culturale e immateriale dell'umanità Unesco nelle sue diverse implicazioni storiche, antropologiche e culturali; promuovere manifestazioni collettive per favorire lo scambio di esperienze e la reciproca conoscenza tra produttori e visitatori dei Paesi e Città dell'olio extravergine di oliva. 

«L'appartenenza alla rete delle Città dell'Olio ci permetterà di usufruire di nuove importanti opportunità di sviluppo economico e turistico legate alla valorizzazione di questo prodotto – continua il sindaco Tinti -. L'associazione mette a disposizione una serie di servizi come corsi di formazione per i produttori e le singole aziende saranno promosse sul sito delle Città dell'olio e avranno la possibilità di presentare il proprio prodotto all'interno di eventi. Valorizzare i produttori del nostro territorio significa anche far conoscere le loro eccellenze fuori dai nostri confini con la prospettiva, naturalmente a lungo termine date le difficoltà di movimento imposte dalla pandemia, di arricchire i percorsi turistici che già premiano la nostra area, molto apprezzata dagli amanti della natura, dello sport (a maggior ragione che ora è tornato il Gran Premio di Imola) e della buona tavola».
 
Chi sono gli olivicoltori castellani
Le associazioni di categoria agricole, in base a quanto risulta dai Piani colturali, hanno segnalato al Comune la presenza di otto aziende olivicole nel territorio comunale, ma la situazione è in continua evoluzione e da altre fonti risulta l'esistenza anche di altre coltivazioni con centinaia o migliaia di piante. La più grande, è Agrivar, l'azienda agricola di proprietà di Palazzo di Varignana (via Ca' Masino 611/A), che con 100mila ulivi coltivati in 150 ettari vanta l'oliveto più grande dell'Emilia-Romagna. Inoltre le associazioni agricole hanno indicato: Barbieri Stefano (via Tanari 10494), Società Agricola La Riniera (via Riniera 2043), Bertacchini Giovanni Battista (via Croce Conta 1520), Azienda Agricola Podere Scrove di Caimi Francesca (via Trucca 938/d), Costa di Rosa di Canè Massimo (via Malvezza 2130/b), Azienda Agricola Casa del Campo di Rossi Anna Isabel (con parte dei terreni su Castel San Pietro Terme e parte su Dozza, e sede legale in via Monte del Re 35), Baroncini Umberto (con parte dei terreni su Castel San Pietro Terme e parte su Castel Guelfo e sede legale in via del Molino 27).

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