Centro storico più vivo e accessibile. Meno vincoli per attività commerciali, servizi e residenze

Pubblicata il 10 gennaio 2022 | Consiglio comunale

L'ultimo Consiglio Comunale del 2021 ha approvato una variante al Rue, il regolamento urbanistico edilizio, allo scopo di rendere il centro storico ancora più accessibile e attraente per operatori economici, cittadini e futuri residenti.

Nel 2019 l'assemblea dei consiglieri comunali si era espressa favorevolmente a tali aggiornamenti e adeguamenti al Psc, il piano strutturale comunale approvato nel 2016,  e ora – dopo i rallentamenti dovuti agli effetti della pandemia ma anche al percorso che ha portato all'approvazione del Ptm, il piano territoriale metropolitano che riordina la pianificazione della Città metropolitana –  dà il via all'iter per l'approvazione definitiva della programmazione urbanistica cittadina. Non si tratta, però, di una variante blindata: entro 45 giorni dalla pubblicazione in albo pretorio, potranno essere presentate osservazioni e proposte da parte delle commissioni consiliari, di singoli consiglieri e dei diversi portatori di interesse. 

«Già la precedente Amministrazione – ricorda il sindaco Fausto Tinti – aveva dato indicazione, attraverso un ordine del giorno della maggioranza, di delineare delle varianti al Rue per la pianificazione del centro storico. Obiettivo politico: rivisitare e valorizzare il cuore della Città al fine di attrarre sempre più residenti e attività per mantenere socialmente attivo il tessuto commerciale e dei servizi con una proposta di riqualificazione urbana e di miglioramento della qualità degli edifici esistenti, anche dal punto di vista del consumo energetico. Il Patto per il centro storico – aggiunge il primo cittadino – si fonda proprio sulla necessità di semplificare i lavori di accessibilità e fruizione del centro storico, conferendovi maggiore attrattività in termini di uso e ri-uso; accessibilità che viene oggi rafforzata anche attraverso il  contratto di servizio con Area Blu, appena rinnovato. Ringrazio – conclude Tinti –  il personale degli uffici a cui abbiamo chiesto un ulteriore sforzo per approvare la variante entro i termini di legge».

In particolare, e anche a seguito di segnalazioni e richieste da parte di cittadini e tecnici progettisti, le azioni individuate dalla variante riguardano: 
-        l'adeguamento alla definizione degli interventi dettati dalle leggi nazionali e regionali di semplificazione della disciplina edilizia;
-        l'inserimento di funzioni complementari alla residenza, in riferimento a studi professionali, ambulatoriali ed artistici e attività direzionali anche ai piani superiori degli edifici, con una limitazione di insediamento per alcuni servizi e per le attività terziarie al primo piano, tale da non renderle prevalenti rispetto alla funzione primaria residenziale e limitarne l'impatto potenzialmente generato; 
-        la possibilità in sede progettuale di definire con esattezza il grado di carattere storico-testimoniale dei collegamenti verticali interni agli edifici tramite un'attenta analisi storica e di evoluzione dell'organismo edilizio, in modo da non vincolare i progetti di intervento al mantenimento di elementi edilizi generati nelle fasi successive rispetto all'organismo originario e spesso non meritevoli di effettiva tutela;
-        la possibilità di provvedere con interventi parziali di ristrutturazione, eliminando i vincoli precedenti che di fatto bloccavano le iniziative di alcune proprietà già pronte e impedivano la rigenerazione di un tessuto edilizio di carattere difforme dall'impianto storico;
-        il miglioramento della qualità urbana e dell'interrelazione con l'adiacente tessuto di effettivo valore storico;
-        l'implementazione delle caratteristiche dei dehors in modo da rafforzarne la temporaneità pur richiedendo specifiche prestazioni e verifiche di carattere statico e di sicurezza, prevedendo interventi puntuali finalizzati alla possibilità di proporre in sede progettuale elementi di arredo con un grado di omogeneizzazione non estremamente vincolante. 

In definitiva, le innovazioni normative introdotte puntano complessivamente a risolvere elementi specifici e puntuali che nel tempo hanno costituito ostacolo a processi di intervento e rinnovamento, anche funzionale, del patrimonio edilizio del centro storico, senza peraltro incidere sulla sua consistenza edilizia ed architettonica.

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