Piano Eliminazione Barriere Architettoniche: primo incontro pubblico giovedì 15 ore 20, Sala Sassi

Pubblicata il 8 febbraio 2024 | Lavori pubblici

Prende il via il percorso partecipato per l'attuazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) del Comune di Castel San Pietro Terme, un progetto sul quale è già al lavoro da alcuni mesi una società di ingegneria specializzata nella realizzazione di questi strumenti, che l'Amministrazione aveva incaricato a dicembre 2023. 

Il primo incontro, al quale sono invitati tutti i cittadini ed i portatori di interesse, si terrà giovedì 15 febbraio alle ore 20 alla Sala comunale Sassi in via F.lli Cervi 3 (con accesso dal parcheggio del supermercato di via Roma). Saranno presenti, oltre ai professionisti della società incaricata, il sindaco Fausto Tinti, il vicesindaco Andrea Bondi e rappresentanti dell'Ufficio Tecnico Comunale. 

«Da tempo – sottolinea il vicesindaco Andrea Bondi -, ogni volta che interveniamo in un'area per opere pubbliche o manutenzioni, realizziamo anche gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, ma abbiamo voluto elaborare il Peba anche per avere una visione organica degli interventi necessari e delle possibili soluzioni».

«Obiettivo del Peba – spiega – è infatti identificare le barriere architettoniche presenti negli edifici e negli spazi urbani del territorio comunale e pianificare le strategie per il loro superamento. Un obiettivo che innanzitutto necessita di una messa a punto condivisa con le persone che vivono la città: le persone con disabilità motorie e sensoriali, quotidianamente alle prese con questi ostacoli che limitano la loro libertà di azione; le persone che si occupano di loro, aiutandoli giorno per giorno; le persone che a vario titolo intendano capire ed elaborare delle strategie utili per rendere gli spazi e i servizi della città accessibili anche per rendere più inclusive le loro proprie attività  o iniziative».

Per questo saranno avviate diverse iniziative:
  • incontri pubblici di presentazione, illustrazione e confronto sul lavoro da compiere e su quanto man mano viene portato a termine;
  • questionari accessibili a tutti, pubblicati sul sito del Comune per segnalare barriere architettoniche presenti nelle aree in cui vivete o che frequentate;
  • incontri pubblici di crescita personale tramite le "passeggiate urbane" in cui tutti insieme, cittadini con disabilità e cittadini senza disabilità, andiamo a percorrere le strade e le piazze per renderci conto delle criticità ma anche delle strategie per risolverle in modo efficace;
  • incontri con le scuole per far crescere nei ragazzi una sana consapevolezza su queste problematiche, illustrando loro le soluzioni architettoniche e di umanità che possono rendere le nostre città inclusive, sicure e accoglienti.
Conclusa la fase di costruzione del quadro conoscitivo delle barriere architettoniche presenti sul territorio, attraverso una campagna di indagine per le principali strade, piazze, parchi urbani ed edifici pubblici, si ottengono mappe ed elenchi, in cui le barriere vengono identificate, numerate e classificate

Si procede poi all'analisi dei problemi, valutandone la diffusione e le modalità per risolverle. Questa seconda fase di lavoro porta alla stesura di un elenco di possibili soluzioni da attuare per eliminarle. 

A questo punto si effettua una stima dei costi per la soluzione delle problematiche riscontrate, che permetterà agli Uffici comunali di programmare nel tempo gli interventi necessari.

E non finisce qui. Dopo anni di esperienze maturate in differenti contesti regionali, la pratica di realizzazione di questi Piani ha fatto propria anche un'ulteriore dimensione operativa: il lavoro  non si conclude con un semplice documento depositato in archivio, ma si compie strutturando un gruppo di monitoraggio e verifica della sua attuazione, che continua a essere operativo anche dopo la sua approvazione formale.

 «Appare chiaro che il compito del Peba non si può risolvere nella semplice stesura di elenchi di problemi e delle loro relative soluzioni – conclude il vicesindaco Bondi -: questo è senza dubbio importante, ma va accompagnato da un obiettivo di crescita culturale complessiva della cittadinanza riguardo ai temi dell'inclusività e della costruzione di spazi e servizi a misura di tutti. La possibilità di mantenere aggiornato, controllato e ampliato il Peba lo rende uno strumento vivo ed efficace su due livelli: migliora e rende accessibile la città esistente e pone le basi per avere un abaco di soluzioni da impiegare nelle nuove opere».

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