ASO e TSO: un nuovo Protocollo unico tra AUSL Imola e i dieci Comuni del Nuovo Circondario Imolese

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NCI, Comuni e AUSL di Imola definiscono procedure condivise per Accertamenti e Trattamenti Sanitari Obbligatori. Più coordinamento tra sanitari e Polizie Locali, regole uniformi in tutto il territorio e formazione congiunta degli operatori

Data:

25 settembre 2026

ASO e TSO: un nuovo Protocollo unico tra AUSL Imola e i dieci Comuni del Nuovo Circondario Imolese
Didascalia

Procedure omogenee in tutti i dieci Comuni, maggiore chiarezza sui compiti dei diversi soggetti coinvolti e un più stretto coordinamento tra servizi sanitari, Polizie Locali e amministrazioni comunali, con un obiettivo prioritario: tutelare la salute e la dignità della persona e, contemporaneamente, garantire la sicurezza di pazienti e operatori.

Sono questi i principi alla base del nuovo Protocollo d'intesa in materia di Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO) e Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) per la gestione delle emergenze psichiatriche approvato dal Comitato di Distretto di Imola e destinato ad essere applicato sull'intero territorio del Nuovo Circondario Imolese.

Il Protocollo sottoscritto dall'Azienda USL di Imola, dai Sindaci dei dieci Comuni e dal Presidente del Nuovo Circondario Imolese e nasce dal lavoro congiunto di un gruppo composto da professionisti dell'AUSL - con il coinvolgimento, tra gli altri, del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, 118, Pronto Soccorso, Direzione sanitaria e Medicina Legale - e dai rappresentanti delle Polizie Locali del territorio.

Il documento è stato inoltre sottoposto con esito favorevole al vaglio preventivo dell'Ufficio del Giudice Tutelare presso il Tribunale di Bologna, un passaggio particolarmente significativo considerando la delicatezza delle procedure interessate. Infatti, al Giudice Tutelare spetta la convalida entro 48 ore delle ordinanze del Sindaco che dispongono i suddetti trattamenti.

Un'unica procedura per tutto il territorio

Uno degli elementi qualificanti dell'accordo è l'introduzione di modalità operative uniformi nei dieci Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina e Mordano.

L'obiettivo è superare possibili differenze operative e fornire a tutti i soggetti chiamati a intervenire un quadro condiviso di procedure, responsabilità e modalità di collaborazione.

Il Protocollo non modifica le competenze previste dalla legge: il Sindaco rimane l'autorità sanitaria locale competente all'adozione dei provvedimenti di ASO e TSO. Vengono invece definite in maniera puntuale le modalità attraverso le quali collaborano Sindaci, Azienda USL, Corpo di Polizia Locale del Nuovo Circondario Imolese, Polizia Locale di Castel San Pietro Terme e gli altri soggetti eventualmente coinvolti.

Il Protocollo tiene inoltre conto delle novità intervenute a seguito della sentenza n. 76/2025 della Corte Costituzionale, che ha stabilito specifici adempimenti a carico del personale medico e della Polizia Locale nell'esecuzione dei TSO.

Al centro la persona e la ricerca della collaborazione

Particolare attenzione viene dedicata alle modalità concrete con cui devono essere svolti gli interventi.

Il personale sanitario mantiene la responsabilità tecnica relativa alla tutela della salute della persona, all'individuazione delle modalità di intervento più appropriate e alla ricerca del consenso anche durante la procedura. Alla Polizia Locale competono gli aspetti amministrativi e l'esecuzione del provvedimento, garantendo la propria presenza nelle diverse fasi e il coordinamento con le altre Forze di Polizia quando necessario.

Il principio indicato dal Protocollo è quello di ricercare prioritariamente la collaborazione della persona interessata. Nell'esecuzione di un TSO, le attività devono essere condotte con modalità il meno possibile traumatiche e invasive, garantendo riservatezza e tutela della privacy, mentre l'intervento coattivo rappresenta una soluzione da adottare quando i tentativi di collaborazione risultino vani.

Anche per gli ASO vengono definite modalità operative precise: la sede preferenziale per l'accertamento è individuata nel Centro di Salute Mentale o nel Pronto Soccorso, mentre l'effettuazione al domicilio è prevista qualora non sia possibile accompagnare la persona presso tali strutture, previa valutazione delle condizioni ambientali e di sicurezza e nel rispetto del principio di minima coercizione.

Formazione congiunta e monitoraggio

L'approvazione del Protocollo non rappresenta la conclusione del percorso. È infatti previsto un programma di formazione congiunta rivolto agli operatori sanitari e alle Polizie Locali, con la possibilità di coinvolgere anche le Forze di Polizia dello Stato e gli altri soggetti istituzionali interessati.

Saranno inoltre realizzati un audit annuale sull'applicazione delle procedure, incontri periodici almeno semestrali tra Polizie Locali e personale sanitario ed eventi formativi comuni. Il Protocollo sarà sottoposto a revisione almeno ogni tre anni o in presenza di significative modifiche normative, organizzative o tecnologiche.

Secondo la Direttrice Generale di AUSL Imola Dott.ssa Agostina Aimola: “La Direzione aziendale esprime grande soddisfazione per la definizione di un Protocollo atteso da tempo dalle istituzioni e dalle professioniste e dai professionisti coinvolti, frutto di un intenso lavoro di confronto e collaborazione tra l’Azienda USL di Imola – con il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e il Dipartimento di Emergenza-Urgenza in primo piano – e la Polizia Locale del Nuovo Circondario Imolese. Il Protocollo, omogeneo nell’approccio a quello adottato dall’Azienda USL di Bologna, definisce procedure chiare e condivise e rafforza le garanzie di tutela della salute e della dignità delle persone coinvolte, così come delle professioniste e dei professionisti chiamati alla loro presa in carico, che potranno contare in ogni fase sulla collaborazione della Polizia Locale. È un esempio concreto e virtuoso di collaborazione istituzionale, fondato sul riconoscimento reciproco dei ruoli e delle responsabilità e sulla capacità di servizi e istituzioni diverse di lavorare insieme mettendo al centro la persona.”
Secondo Marco Panieri, Presidente del Nuovo Circondario Imolese, e Francesca Marchetti, Sindaca delegata al Welfare: “L’approvazione di questo Protocollo rappresenta un passaggio importante per tutto il Circondario Imolese, perché ci consente di adottare una procedura unica, chiara e omogenea nei dieci Comuni, superando possibili differenze operative e offrendo a tutti gli operatori un quadro condiviso di responsabilità, competenze e modalità di intervento. Su una materia così delicata e complessa, che riguarda persone che attraversano situazioni di particolare fragilità, è fondamentale che istituzioni, servizi sanitari e forze dell’ordine sappiano agire in modo coordinato, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze ma all’interno di procedure comuni. Il valore di questo Protocollo sta proprio nel lavoro congiunto svolto dall’Azienda USL, dalle Polizie Locali e dai Comuni: una collaborazione che vogliamo consolidare anche attraverso la formazione comune e il confronto periodico tra gli operatori. L’obiettivo deve rimanere sempre quello di coniugare la tutela della salute e della dignità della persona con la sicurezza di chi è coinvolto nell’intervento, assicurando modalità operative appropriate e il meno possibile traumatiche.”
I dati relativi ad ASO e TSO

A completamento del quadro delineato dal nuovo Protocollo, si riportano di seguito i dati relativi ai Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) e agli Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO) registrati sul territorio del Nuovo Circondario Imolese negli ultimi due anni e nel primo semestre del 2026:

TSO

Anno 2024: 30
Anno 2025: 18
1° semestre 2026: 9

ASO

Anno 2024: 18
Anno 2025: 21
1° semestre 2026: 12

Ultimo aggiornamento: 25/09/2026, 14:34

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