Commenti profondi del Gruppo di Lettura su “Fiesta” di Hemingway

Pubblicata il 10 settembre 2020 | Cultura e Biblioteche

Sono stati molto intriganti e profondi i commenti del Gruppo di Lettura della Biblioteca di Castel San Pietro Terme sul romanzo “Fiesta” di Ernest Hemingway, nel corso del consueto incontro mensile e che si è tenuto nel cortile della biblioteca, nel rispetto delle distanze e delle norme anti-Covid19.

«Il romanzo è ampiamente autobiografico e racconta dei viaggi compiuti con la moglie e alcuni amici in Spagna a partire dal 1923 - premette la bibliotecaria che segue il Gruppo castellano -. Questo romanzo consacrò Hemingway al successo e diede inizio a quel lungo filone della letteratura detto della “generazione perduta" anche se il grande impegno che l'autore investe nello scrivere ne altera il concetto stesso. In queste pagine lo scrittore raggiunge uno stile equilibrato tra cronaca e poesia, asciutto, essenziale, ma mai scarno.

La trama è piuttosto semplice, e non è quella a fare di Fiesta un capolavoro, perché le ragioni sono altre. Hemingway ci fa vivere pochi giorni in compagnia di alcuni giovani, che in apparenza affrontano le situazioni dopo un bicchiere di whisky e alcuni lettori si sono interrogati su cosa stiano facendo e perché sia quella la loro reazione alla vita e alle cose, e dove sia, alla fine, il senso del romanzo e del tutto. Nello stesso momento in cui il lettore si poneva queste domande, poi, riceveva delle risposte inaspettate. Infatti un lettore ha dichiarato: “Non saprei dire perché mi è piaciuto questo libro. Forse l'atmosfera creata da Hemingway ti cattura così intensamente che non è importante quello che accade, ma come viene descritto. Ho apprezzato molto questo romanzo nella sua semplicità e schiettezza”.

Per altri lettori siamo di fronte a una critica di gender: la mancata storia d'amore tra Jake Barnes e Lady Brett e che la riflessione di Hemingway sia qui davvero ampia: per prima cosa viene messo in gioco il concetto di virilità. La rimozione del fallo, o come vogliamo chiamarla, priva Jake della possibilità di dimostrarsi uomo virile: a livello personale, questo permette al personaggio di comprendere la precarietà di una simile costruzione sociale. A Jake cioè non importa niente di non essere virile, ciò che gli importa invece è il sentimento che lo lega a Lady Brett. Inoltre Hemingway rappresenta la donna come una maschietta, quel movimento che attraverso una volontaria e sfacciata attitudine libertina cercava di liquidare una visione della donna costrittiva e precostruita e insieme di conquistare il diritto «a comportarsi come un uomo in società» e a cancellare ogni subordinazione comportamentale tra uomo e donna nella vita pubblica e privata, infatti Lady Brett porta i capelli corti, beve smoderatamente e vive liberamente la propria sessualità. Eppure Hemingway sembra volerci dire ancora qualcos'altro: benché i personaggi principali siano riusciti ad andare oltre determinate costruzioni di genere e sociali, queste continuano a vivere in modo inquietante dentro di loro. Robert Cohn per esempio diventa pugile per contrastare il bullismo che ha subito da bambino per il solo fatto di essere ebreo; cerca cioè di rispondere a una forma di razzismo rafforzando la propria virilità. E ancora di più, l'importanza che la nostra società dà all'atto sessuale in sé come elemento identitario.

Fiesta (Il sole sorgerà ancora) è apparentemente la storia di un gruppo di sbandati che tra una bevuta e l'altra si reca a Pamplona per assistere alla annuale corsa dei tori per le strade. Hemingway non si limita alla descrizione pittoresca della corrida, esalta oltre al valore eroico, la vitalità del torero e anche la sua tecnica fatta di semplicità e di grazia. Per altri lettori, Hemingway, oltre ai temi dell'amore e della virilità, indaga anche quelli della morte e del rapporto dell'uomo con la natura. A prescindere da come si voglia leggere la metafora della corsa del toro, siamo davanti a un'immagine di rassegnazione o quanto meno di disillusione verso la possibilità per la creatura umana di cambiare e di migliorarsi davvero. Eppure sembra che Hemingway, con il titolo originario, volesse darci una visione diversa. Non è forse la mazza del poliziotto che avvicina Brett a Barnes alla fine del libro? «“Oh, Jake” Brett disse. “Noi due saremmo stati così bene insieme.” Di fronte a noi su una pedana, un poliziotto in kaki dirigeva il traffico. Alzò la sua mazza. La macchina improvvisamente rallentò, spingendo Brett contro di me. “Già” dissi io. “Non è bello pensare così?”».

Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 13 ottobre alle ore 20,45 e sarà dedicato al romanzo “Crocevia” dello scrittore peruviano Mario Vargas Llosa.

Chi è interessato a partecipare al Gruppo di Lettura può rivolgersi Biblioteca comunale di Castel San Pietro Terme in via Marconi 29, oppure telefonare al numero 051 940064 o scrivere a biblioteca@cspietro.it.

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