L'Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme invita tutti i cittadini ed i portatori di interesse al primo incontro del percorso per l'attuazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), un progetto che consentirà di avere una visione organica degli interventi necessari e delle possibili soluzioni, e sul quale è già al lavoro da alcuni mesi, su incarico del Comune, una società di ingegneria specializzata nella realizzazione di questi strumenti.
L'appuntamento è giovedì 15 febbraio alle ore 20 nella Sala comunale Sassi in via F.lli Cervi 3 (con accesso dal parcheggio del supermercato di via Roma). Saranno presenti, oltre ai professionisti della società incaricata, il sindaco Fausto Tinti, il vicesindaco Andrea Bondi, l'assessore Giuliano Giordani e rappresentanti dell'Ufficio Tecnico Comunale.
«Per identificare le barriere architettoniche presenti negli edifici e negli spazi urbani del territorio comunale e pianificare le strategie per il loro superamento – spiega il vicesindaco Andrea Bondi –, è necessaria una messa a punto condivisa con le persone che vivono la città: le persone con disabilità motorie e sensoriali, quotidianamente alle prese con questi ostacoli che limitano la loro libertà di azione; le persone che si occupano di loro, aiutandoli giorno per giorno; le persone che a vario titolo intendano capire ed elaborare delle strategie utili per rendere gli spazi e i servizi della città accessibili anche per rendere più inclusive le loro proprie attività o iniziative».
Il percorso comprende una serie di incontri pubblici di presentazione e confronto sul lavoro da compiere; questionari pubblicati sul sito del Comune per la segnalazione di barriere architettoniche; passeggiate urbane per rilevare le criticità e ipotizzare strategie per risolverle; incontri con le scuole.
Conclusa la fase di costruzione del quadro conoscitivo, si ottengono mappe ed elenchi, in cui le barriere vengono identificate, numerate e classificate. Si procede poi all'analisi dei problemi, valutandone la diffusione e le modalità per risolverle. Questa seconda fase di lavoro porta alla stesura di un elenco di possibili soluzioni da attuare per eliminarle. A questo punto si effettua una stima dei costi per la soluzione delle problematiche riscontrate, che permetterà agli Uffici comunali di programmare nel tempo gli interventi necessari. E il lavoro non si conclude con un semplice documento depositato in archivio, ma si compie strutturando un gruppo di monitoraggio e verifica della sua attuazione, che continua a essere operativo anche dopo la sua approvazione formale.
«E' importante che la stesura del Peba – conclude il vicesindaco Bondi -: sia accompagnata una crescita culturale complessiva della cittadinanza riguardo ai temi dell'inclusività e della costruzione di spazi e servizi a misura di tutti. La possibilità di mantenere aggiornato, controllato e ampliato il Peba lo rende uno strumento vivo ed efficace su due livelli: migliora e rende accessibile la città esistente e pone le basi per avere un abaco di soluzioni da impiegare nelle nuove opere».