Missione compiuta, e ben oltre le aspettative: la raccolta fondi del progetto faRETE non solo ha raggiunto la cifra di 5mila euro che si era prefissata per dare un sostegno completo a cinque famiglie in difficoltà per un intero anno, ma è arrivata addirittura a 7580 euro, portando così a otto le famiglie beneficiarie. E grande è la soddisfazione dell'associazione Osare Insieme che ha organizzato il crowdfunding per questo progetto e dell'Amministrazione Comunale di Castel San Pietro Terme che l'ha condiviso e promosso.
«L'Amministrazione comunale ringrazia di cuore tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta fondi, arrivando a superare ampiamente l'obiettivo, e tutti i volontari che collaborano al progetto - afferma l'assessora al Welfare Giulia Naldi appresa la bella notizia -. Il Comune ha sempre collaborato con le associazioni del territorio coinvolte nella co-progettazione dei diversi progetti di O.S.A.Re (Ospitalità Sociale Assistita in Rete). Oggi la collaborazione continua all'interno del progetto faRETE, che, oltre al sostegno del Comune, ha ricevuto finanziamenti anche con il Bando regionale di cui alla DGR n. 1826/2020. Il ruolo del Comune è quello di fare da antenna sul territorio, intercettando e segnalando le persone in difficoltà che non entrano in contatto con altri servizi di aiuto. Inoltre l'Amministrazione è coinvolta in incontri periodici, per seguire l'andamento dei percorsi e soprattutto per analizzare i bisogni del territorio, al fine di attivare e coordinare politiche sociali adeguate, sempre garantendo l'autonoma iniziativa dell'associazione Osare e delle altre associazioni coinvolte».
«La campagna si è svolta online sul sito di crowdfunding “ideaginger” al 15 giugno al 30 luglio – spiega Alice Bassi, coordinatrice di Osare Insieme -. La piattaforma ci ha dato 40 giorni di tempo per raccogliere la somma. Le campagne che vengono pubblicate su questo sito sono soprannominate “o tutto o niente", quindi se non avessimo raggiunto l'obiettivo avremmo dovuto restituire le donazioni ricevute. Questo, se in un primo momento ci ha un po' scoraggiati, poi ci è stato d'aiuto, stimolando ed incentivando i volontari. Inizialmente la raccolta sembrava ingranare lentamente ma poi, grazie al lavoro sui social e all'efficace passaparola dei nostri partner di rete, alcuni dei quali hanno sponsorizzato la raccolta fondi anche durante loro eventi privati e pubblici sul territorio, oltre a condividerla con soci, amici, parenti e associazioni amiche, siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo».
Il progetto “faRETE” è nato per fornire sostegno mirato a quei nuclei familiari, all'interno del Comune di Castel San Pietro Terme e del Circondario Imolese, non seguiti dai Servizi Sociali perché non ancora gravemente disagiati, ma che a causa della crisi economica aggravata dalla pandemia si trovano in una situazione di precarietà finanziaria che, se non assistita in tempo, può portarli verso difficoltà economiche e relazionali. Il progetto faRETE opera attraverso una vera e propria rete di aiuto fatta di donne, uomini, professionisti, volontari, volontarie, ma anche gente comune che desidera partecipare al sostegno.
«E' stato entusiasmante perché per la prima volta il progetto "si è messo in mostra", rivolgendosi ad un pubblico più ampio – aggiunge Alice Bassi -. I riscontri positivi sono stati molteplici, tanto che alcune persone si sono offerte di diventare nostri futuri volontari. In più i social network, sui quali ancora non avevamo fatto grandi passi avanti, sono diventati lo specchio della campagna e, cogliendo questa occasione, i nostri profili sono riusciti a crescere, ampliando le condivisioni. E' nata così la rubrica "faRETE quattro chiacchere" attraverso la quale abbiamo raccontato aspetti della nostra attività intervistando proprio i protagonisti, i volontari, i professionisti, rubrica che non mancherà di continuare, perché no, affiancata anche da nuove idee, e futuri format. Questa piccola ma soddisfacente vittoria è la dimostrazione di quanto sia “contagioso” fare del bene e promuoverne la semplicità, rendendo chiaro quanto un piccolo gesto, la partecipazione, la donazione e la dedizione sia la vita per qualcuno in difficoltà».
In pratica, le famiglie seguite dal progetto riceveranno sostegno per un intero anno, grazie al “faRETE Starter Pack”, che offre aiuto nella gestione della casa, un tutoring costante, un team di professionisti e, la colonna portante del progetto, la Rete. Il progetto si fonda infatti su una nuova metodologia di lavoro basata sulle teorie della Community Care, sulla Rete di Fronteggiamento, sull'Empowerment, sul counseling di tipo Analitico Transazionale e sul Money Tutoring. Tutte le persone che saranno aiutate dal progetto avranno una parte attiva nella sua realizzazione, in modo da riacquistare fiducia nel futuro, donando i mezzi per tornare a vivere in autonomia.
Chi è il promotore della campagna?
La prima vera e propria progettazione targata O.S.A.Re (Ospitalità Sociale Assistita in Rete) vede la luce nel 2012; nasce per venire incontro all'esigenza di fornire sostegno specifico a quelle che al tempo erano le nuove povertà. Negli anni il progetto si è allargato, raccogliendo l'adesione di varie realtà del territorio. Le diverse evoluzioni del progetto O.S.A.Re hanno portato alla costituzione dell'Associazione Osare Insieme ODV (ottobre 2020).
Per enfatizzare la Rete, la vera forza del progetto, si è scelto di costituire un'associazione di secondo livello, cioè un'associazione di associazioni. Le fondatrici sono: la Tenda di Abraham ODV, Camminando Insieme APS, Volontariato di Servizio ODV e AVIS comunale di Castel S. Pietro T. ODV, ma i partner che aderiscono al progetto sono 17 fra enti istituzionali (Comune di Castel S. Pietro T. e ASP Circondario Imolese) e Enti del Terzo Settore.
Per saperne di più: osareinsieme@gmail.com