Nuovo progetto per la sicurezza dell'incrocio Scania-Marconi

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L'Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme ha appreso con rammarico la decisione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Bologna e le provincie Modena, Reggio Emilia e Ferrara di negare..

Data:

6 febbraio 2020

Nuovo progetto per la sicurezza dell
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L'Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme ha appreso con rammarico la decisione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Bologna e le provincie Modena, Reggio Emilia e Ferrara di negare l'autorizzazione all'intervento di riqualificazione dell'intersezione tra le vie Scania e Marconi mediante la realizzazione di una nuova rotatoria che comprendeva anche il restauro del tratto occidentale delle antiche mura e la sistemazione dell'area verde fra le vie Marconi e Volturno.

«Il diniego della Soprintendenza non cambia la nostra priorità – sottolinea il sindaco di Castel San Pietro Terme, Fausto Tinti –  che è quella di garantire la sicurezza e la salute dei nostri cittadini che da tempo chiedono all'Amministrazione comunale di risolvere un nodo viario che, a causa del tempo di stazionamento dei veicoli ai semafori, è fonte di notevole inquinamento atmosferico. Per questo motivo avvieremo subito uno studio di fattibilità per ridefinire e ridisegnare la viabilità in quell'area del capoluogo attraverso interventi che migliorino l'accessibilità al centro storico, nel rispetto della sua peculiare fisionomia e mediante la riasfaltatura dell'area Scania-Marconi-Oberdan, nuovi marciapiedi, il completamento dei percorsi ciclopedonali protetti e lo studio della viabilità sulle vie Grandi, Risorgimento, Colombarina e Tanari».

  


Queste le motivazioni del «no» della Soprintendenza alla rotatoria Scania-Marconi:

«La sovrapposizione storica fra il sedime viario odierno e quello del catasto del 1894, evidenzia che la conformazione planimetrica attuale dell'area interessata dagli interventi, coincide sostanzialmente con quella della città ottocentesca. Tale considerazione implica di per sé l'esigenza di salvaguardare il tracciato stradale e gli spazi aperti così come esistenti oggi, in quanto riprendono il tessuto storico. Il contesto urbano in esame è da ritenersi una rilevante testimonianza della stratificazione storica della città come sistema consolidato, che verrebbe compromessa dall'intervento proposto, con l'introduzione di una rotatoria e la modifica dell'attuale via Marconi. Inoltre, sin dal 1651, sulle mappe storiche si evince l'esistenza di edifici, oggi distrutti, collocati nella zona esterna delle mura in direzione occidentale e quindi in via Scania; tali strutture, connesse al sistema difensivo, probabilmente rappresentavano il cassero e il rivellino. I sondaggi archeologici preventivi hanno rilevato la presenza di resti strutturali articolati e connessi a varie fasi del sistema difensivo, tra cui un probabile rivellino. La rotatoria in progetto si troverebbe in corrispondenza della parte di mura a cui un tempo erano addossate le strutture afferenti al sistema difensivo, interferendo così con la vocazione dell'area che presenta interesse storico, ulteriormente confermato dalla presenza dell'edificio dell'ex Macello risalente ai primi del Novecento (e sottoposto a tutela con D.D.R del 18.09.2007). Si osserva poi che la rotatoria in programma preclude una futura auspicabile valorizzazione dell'intero sistema storicizzato urbano, così come sopra, di cui una parte rilevante è la porzione di mura interessata con gli altri elementi storici quali il tracciato stradale e le evidenze di pregio architettonico. Con la realizzazione delle opere previste, l'area posta tra la rotatoria e le mura verrebbe modificata nel suo sedime e sarebbe irrimediabilmente cancellato un punto nodale del sistema difensivo così come riportato dalle mappe e in parte confermato dalla presenza dei resti archeologici. I vari elementi coinvolti (mura, tracciato viario, ex macello, verde, spazi aperti) vanno considerati, a parere di questa Soprintendenza, i cardini su cui ripensare e rileggere lo spazio urbano, nell'ottica dei principi propri del restauro, evitando una giustapposizione di singole componenti volte  a risolvere aspetti unicamente funzionali, a detrimento del recupero delle istanze storico-artistiche presenti. La proposta pervenuta non è conciliabile, da un lato, con l'esigenza di tutela e di conservazione delle stratificazioni storiche del tessuto viario e, dall'altro, con l'esigenza di valorizzazione attraverso ipotesi di complessiva fruizione dell'intero contesto tutelato. Per le ragioni sopra esposte il progetto pervenuto risulta in contrasto con la conservazione e la salvaguardia dei beni culturali presenti».

In definitiva, la Soprintendenza nega l'autorizzazione richiesta in quanto la proposta di intervento dell'Amministrazione comunale non risulta compatibile con le esigenze di salvaguardia e tutela del patrimonio storico cittadino.

A fronte di tale diniego, l'Amministrazione comunale ricorda che le risorse disponibili per gli interventi proposti derivavano da obblighi previsti da una specifica convenzione con un soggetto privato, la società immobiliare FAP Investments. Tali risorse sono vincolate alla realizzazione di infrastrutture destinate alla mobilità. Per questo motivo, l'Amministrazione comunale dovrà ricorrere ad altre risorse per la riqualificazione dell'area verde adiacente l'incrocio e la valorizzazione delle antiche mura.





Ultimo aggiornamento: 24/11/2020, 15:43

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